“Nella Settimana Santa la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico a Gerusalemme” (LC,27). Nei riti e nelle celebrazioni della Settimana Santa il coinvolgimento del popolo è quanto mai forte e significativo. È altrettanto evidente che proprio in questa circostanza si rischia di avere, in parallelo, due impostazioni: quella strettamente liturgica e quella caratterizzata dai pii esercizi.
È opportuno e auspicabile che questo sentire popolare sia “orientato verso una corretta armonizzazione delle celebrazioni liturgiche e dei pii esercizi” (DPPL, 138). Della settimana Santa, ricca di segni e di celebrazioni, ritengo opportuno sottolineare il segno delle palme e degli olivi e la benedizione degli oli nella Messa Crismale del Giovedì mattina. “La Settimana Santa ha inizio con la Domenica delle Palme «della Passione del Signore» che unisce insieme il trionfo regale di Cristo e l’annuncio della Passione” (LC, 28). “La processione che commemora l’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme ha un carattere festoso e popolare” Si tratta di una tradizione antichissima della quale ci da testimonianza Eteria, una pia cristiana del IV secolo, pellegrina in Terra Santa, che nel suo “Diario di viaggio” ci fornisce preziose notizie sulla vita e le tradizioni liturgiche della comunità cristiana di Gerusalemme. A proposito della Domenica delle Palme del 400 circa, scrive: “E quando inizia l’ora undecima, si legge il passo del Vangelo in cui si racconta che i bambini con rami e palme andarono incontro al Signore dicendo: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore». E subito il Vescovo si alza e con lui tutto il popolo e allora dalla sommità del monte degli Olivi ci si muove, tutti a piedi. Tutto il popolo cammina davanti al Vescovo cantando inni e antifone, rispondendo sempre: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore»…Tutti tengono dei rami, chi di palma e chi di olivi; e così si accompagna il Vescovo nel modo in cui si accompagnò il Signore in quel giorno”. I fedeli amano conservare nelle loro case e nei luoghi di lavoro le palme e i rami di olivo benedetti e portati in processione. Un’usanza senz’altro buona, ma è necessario capire il significato di questo gesto. “Sarà opportuno, ad esempio, ribadire che ciò che è veramente importante è la partecipazione alla processione e non procurarsi soltanto la palma o il ramoscello di olivo; che questi non vanno conservati a guisa di un amuleto, o a scopo soltanto terapeutico… per tenere lontani gli spiriti cattivi e stornare da case e campi i danni da essi causati, il che potrebbe essere una forma di superstizione. Palma e ramoscelli di olivo vanno conservati innanzitutto come testimonianza della fede in Cristo, re messianico, e nella sua vittoria Pasquale” (DPPL,139). Altro momento importante e significativo è la celebrazione della Messa Crismale, il Giovedì mattina, che manifesta la stretta unione dei presbiteri e diaconi con il Vescovo e con tutto il popolo di Dio. In questa Messa si benedicono gli Oli Santi. Le Premesse al Rito sono un prezioso sussidio per la catechesi in preparazione al Battesimo, alla Cresima e all’Unzione dei malati. “Il Vescovo deve essere considerato come il grande sacerdote del suo gregge: da lui in certo qual modo scaturisce e promana la vita dei suoi fedeli in Cristo. La Messa crismale, che il Vescovo concelebra con i presbiteri delle diverse zone delle diocesi e durante la quale benedice il santo crisma e gli altri oli, è considerata una delle principali manifestazioni della pienezza del sacerdozio del vescovo e un segno della stretta unione dei presbiteri con lui. Infatti con il crisma consacrato dal vescovo vengono unti i neo-battezzati e segnati in fronte i candidati alla Confermazione. A sua volta, l’unzione con l’olio dei catecumeni prepara e predispone i catecumeni stessi al Battesimo. E infine l’olio degli infermi reca ai malati sostegno e conforto nelle loro infermità” (Premesse,1).
Giuseppe Mattana