«In questo abbiamo conosciuto l’amore» (lGv3, 16) - «Dio è amore» (1Gv 4,8.16), afferma per la prima e unica volta in tutta la Sacra Scrittura l’evangelista Giovanni. Questo amore è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Nulla in lui è privo di compassione. Gesù, dinanzi alla moltitudine di persone che lo seguivano, vedendo che erano stanche e sfinite, smarrite e senza guida, sentì fin dal profondo del cuore una forte compassione per loro (cf. Mt 9,36). In forza di questo amore compassionevole guarì i malati che gli venivano presentati (cf. Mt 14,14), e con pochi pani e pesci sfamò grandi folle (cf. Mt 15,37). Ciò che muoveva Gesù in tutte le circostanze non era altro che la misericordia (Misericordiae vultus, n. 8).

Impegno

«Chiediamo aI Signore che ci faccia comprendere la legge dell’amore. Che buona cosa è avere questa legge! Quanto ci fa bene amarci gli uni gli altri al di là di tutto! Sì, al di là di tutto!» (Evangelii gaudium, n. 101).