Signore, ti ringraziamo perché tu sei il Dio che viene in nostro soccorso, per portarci salvezza e felicità. Signore, ti ringraziamo perché non ha lasciato mai mancare nelle nostre vite persone che, come Elia e il Battista, hanno in molti modi preparato la strada al nostro incontro con te.

«Per quest’opera della sua misericordia Dio ha voluto aver bisogno del “sì” di una donna che diventasse la Madre del suo Verbo incarnato, Gesù, il Volto umano della divina Misericordia. Maria è diventata così e rimane per sempre la “Madre della Misericordia’: Nel corso della storia della Chiesa, la Vergine  Maria non ha fatto che invitare i suoi figli a ritornare a Dio, ad affidarsi a Lui nella preghiera, a bussare con fiduciosa insistenza alla porta del suo Cuore misericordioso». (Benedetto XVI, 17 maggio 2008)

11 dicembre

Signore Gesù, ce ne rendiamo conto e ne siamo profondamente addolorati: spesso ci comportiamo come dei bambini capricciosi e, totalmente, presi da noi stessi e dalle nostre voglie. Donaci il tuo Spirito Santo, perché ricrei in noi il desiderio di vivere in modo più ampio e in una ritrovata volontà di giocare un gioco più grande del nostro piccolo gioco a soddisfare noi stessi. (Fratel Michael Davide).

«Maria è stata oggetto di una singolare predilezione da parte di Dio, il quale l’ha prescelta per essere madre del suo Figlio fatto uomo, e, di conseguenza, preservata dal peccato originale. In mezzo alle prove della vita e specialmente alle contraddizioni che l’uomo sperimenta, Maria ci dice che la misericordia di Dio è più potente del male e sa trasformarlo in bene». (Benedetto XVI, 8 dicembre 2010).

Giovanni Battista diventa, per ciascuno di noi, un profeta che, costantemente, ci sveglia dal nostro dormiveglia spirituale. La sua parola veemente, i suoi gesti talora bruschi, il suo sguardo infuocato ci ricordano che la conversione alla misericordia e alla tenerezza comporta il dichiarare una guerra senza quartiere contro tutto ciò che, in noi, si è accomodato, cedendo all’egoismo e all’autoreferenzialità. (Fratel Michael Davide).

La festa dell’apostolo Andrea interrompe, per così dire, il consueto cammino di Avvento, chiedendoci di sostare su questa bellissima icona che potremmo definire così: il modo di guardare del Signore verso la nostra umana quotidianità. L’evangelista Matteo ci rende consapevoli del fatto che « Gesù vide due fratelli ». Quando Gesù cammina non lo fa a occhi bassi, quasi per non farsi disturbare e contaminare dal mondo che lo circonda. Al contrario, Gesù cammina accanto alle nostre storie umane a occhi aperti e guarda e vede, ancor prima di lasciarsi guardare e lasciarsi vedere. (Fratel Michael Davide).

Essere testimoni del Vangelo è prima di tutto avere un cuore che abbia imparato gli stessi sentimenti di Cristo. La missione del discepolo è di farsi accanto a quanti «faticano e si stancano» (Is 40,30) con una leggerezza capace di far mettere «ali come aquile» (Is 40.31). La sfida è dare ali a tutti coloro che si sentono appesantiti dalla fatica, dal dolore e talora persino dai propri errori e dai propri peccati. (Fratel Michael Davide).

«Attraverso l’Incarnazione Dio ha dato alla vita umana quella dimensione che intendeva dare all’uomo sin dal suo primo inizio secondo il suo eterno amore e la sua misericordia, con quella munificenza che, di fronte al peccato originale e a tutta la storia dei peccati dell’umanità, ci permette di ripetere con stupore le parole della sacra Liturgia: “O felice colpa, che meritò di avere un tanto nobile e grande Redentore» (RH 1).

«Ripetere continuamente: “Eterna è la sua misericordia”, sembra voler spezzare il cerchio dello spazio e del tempo per inserire tutto nel mistero eterno dell’amore. Per l’eternità l’uomo sarà sempre sotto lo sguardo misericordioso del Padre. (Papa Francesco, 15 agosto 2014)

Non fare gran conto di chi ti sia favorevole o contrario; piuttosto preoccupati assai che, in ogni cosa che tu faccia, Dio sia con te. Abbi retta coscienza; Dio sicuramente ti difenderà. Non ci sarà cattiveria che possa nuocere a colui che Dio vorrà aiutare. Se tu saprai tacere e sopportare, constaterai senza dubbio l'aiuto del Signore. E' lui che conosce il tempo e il modo di sollevarti; a lui perciò devi rimetterti: a lui che può soccorrerci e liberarci da ogni smarrimento. (Imitazione di Cristo, II – II,1).

Articoli recenti