Se non riesci a trasformare te stesso secondo quella che pure è la tua volontà, come potrai pretendere che gli altri si conformino al tuo desiderio? Vogliamo che gli altri siano perfetti; mentre noi non correggiamo le nostre manchevolezze. Vogliamo che gli altri si correggano rigorosamente; mentre noi non sappiamo correggere noi stessi. ( Imitazione di Cristo, I, 16.2).

EVITARE I GIUDIZI TEMERARI - Rivolgi gli occhi a te stesso e stai attento a non giudicare quel che fanno gli altri. In tale giudizio si lavora senza frutto; frequentemente ci si sbaglia e facilmente si cade in peccato. Invece, nel giudizio e nel vaglio di se stessi, si opera sempre fruttuosamente. Spesso giudichiamo secondo un nostro preconcetto; e così, per un nostro atteggiamento personale, perdiamo il criterio della verità. (Imitazione di Cristo, I, 14.1).

Non è gran cosa esser devoti e fervorosi quando non si hanno difficoltà; sapere invece sopportare se stessi nel momento dell'avversità dà a sperare in un grande avanzamento spirituale. Avviene che alcuni sono al riparo da grandi tentazioni, ma sono spesso sconfitti nelle piccole tentazioni di ogni giorno; e così, umiliati per essere caduti in cose tanto da poco, non ripongono più fiducia in se stessi, nelle cose più grandi. (Imitazione di Cristo, I, 13.3).

SOPPORTARE I DIFETTI DEGLI ALTRI - Quei difetti, nostro od altrui, che non riusciamo a correggere, li dobbiamo sopportare con pazienza, fino a che Dio non disponga altrimenti. Rifletti che, per avventura, questa sopportazione è la cosa più utile per te, come prova di quella pazienza, senza della quale ben poco contano i nostri meriti. Tuttavia, di fronte a tali difficoltà, devi chiedere insistentemente che Dio si degni di venirti in aiuto e che tu riesca a sopportarle lietamente. ( Imitazione di Cristo, I, 16.2).

Nel Vangelo di Giovanni leggiamo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). L’amore di Dio ci porta alla vita, e questo amore e questa vita si fanno realtà in Gesù Cristo. Egli è l’amore incarnato del Padre; in Lui “si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, il suo amore per gli uomini” (Tt 3,4). (Giovanni Paolo II, 19 agosto 1989)

Chi ha un amore vero e perfetto non cerca se stesso, in alcuna sua azione, ma desidera solamente che in ogni cosa si realizzi la gloria di Dio. Di nessuno è invidioso colui che non tende al proprio godimento, né vuole personali soddisfazioni, desiderando, al di là di ogni bene, di avere beatitudine in Dio. ( Imitazione di Cristo, I, 15.2).

“Noi cerchiamo la verità”. È necessario che queste parole […] risuonino nei nostri cuori …La verità è Gesù Cristo. Amate la verità! Vivete nella verità! Portate la verità al mondo! Siate testimoni della verità. Gesù la verità che salva; egli è la verità intera verso la quale ci condurrà lo Spirito di verità (cfr Gv 16,13). Cerchiamo la verità su Cristo, sulla sua Chiesa! Ma dobbiamo essere coerenti: amiamo la verità, viviamo nella verità, proclamiamo la verità! O Cristo, mostraci la verità! Sii per noi l’unica verità!

(Giovanni Paolo II, 19 agosto 1989)

A nulla giova un'azione esterna compiuta senza amore; invece, qualunque cosa, per quanto piccola e disprezzata essa sia, se fatta con amore, diventa tutta piena di frutti. In verità Dio non tiene conto dell'azione umana in sé e per sé, ma dei moventi di ciascuno. Opera grandemente colui che agisce con rettitudine; opera lodevolmente colui che si pone al servizio della comunità, più che del suo capriccio.
( Imitazione di Cristo, I, 15.2).

Gesù desidera accompagnarci, come accompagnò i discepoli lungo il cammino di Emmaus. Egli ci indica la direzione del percorso da seguire. Egli ci dà la forza. Nel tornare a casa, come i discepoli nel passo evangelico, potremo dire che il nostro cuore ardeva quando ci parlava lungo il cammino e che lo abbiamo riconosciuto mentre spezzava il pane (cfr Lc 24,32-35). Sarà il momento di presentarci ai nostri fratelli, soprattutto agli altri giovani, come testimoni. Sì! Testimoni dell’amore di Dio e della sua speranza di salvezza!

(Giovanni Paolo II, 19 agosto 1989)

Avviene di frequente che nascono divergenze tra amici e concittadini, persino tra persone pie e devote, per diversità nel modo di sentire e di pensare. Giacché è difficile liberarsi da vecchi posizioni abituali, e nessuno si lascia tirare facilmente fuori dal proprio modo di vedere. Così, se ti baserai sui tuoi ragionamenti e sulla tua esperienza, più che sulla forza propria di Gesù Cristo, raramente e stentatamente riuscirai ad essere un uomo illuminato…( Imitazione di Cristo, I, 14.2).

Carissimi giovani: accogliete con gratitudine l’amore di Dio ed esprimetelo in una autentica comunità fraterna; siate disposti a donare quotidianamente la vita per trasformare la storia. Il mondo, oggi più che mai, ha bisogno della vostra gioia e del vostro servizio, della vostra vita limpida e del vostro lavoro, della vostra forza e della vostra donazione, per costruire una società nuova, più giusta, più fraterna, più umana e più cristiana: la nuova civiltà dell’amore che si manifesta nel servizio a tutti gli uomini. (Giovanni Paolo II, 11 aprile 1987)

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