“Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth…Nella «?pienezza del tempo?» (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. (Misericordiae Vultus 1)

Corpus Domini -

L’Eucaristia è istituita perché diventiamo fratelli; viene celebrata perché, da estranei ed indifferenti gli uni gli altri, diventiamo uniti, uguali ed amici; è data perché, da massa apatica e tra se divisa, se non avversaria, diventiamo un popolo che ha un cuor solo ed un’anima sola.   (Giovanni Paolo II)

La pace non è solo l’assenza di conflitti o risultato di qualche compromesso politico, o fatalismo rassegnato. La pace, per noi, è un dono che viene dall’Alto, è Gesù Cristo stesso, Principe della Pace, Colui che ha fatto dei due un popolo solo. E solo chi ha la pace di Cristo nel cuore, come orizzonte e stile di vita, può diventare un artigiano della pace. Papa Francesco
(Lettera del Santo Padre Francesco ai Vescovi della Nigeria)

Anche Maria, nella comunità apostolica, ha partecipato all’Eucaristia, con gioia e semplicità di cuore. Ella è pertanto vicina a quanti, lungo i secoli partecipano all’Eucaristia e non complicano il proprio rapporto con Cristo, con tanti ragionamenti. E questa non è ingenuità: è una seconda innocenza.

(Stefano De Fiores)

Attraverso l'amore, la bellezza nascosta viene alla luce. L'amore trasfigura l'altro. O, in altre parole: la persona che amo viene trasfigurata. In lei avviene ciò che è avvenuto in Gesù sul monte Tabor. D'improvviso il suo volto brilla come il sole. Viene in superficie l'essenziale. Si fa visibile la bellezza  originaria. Anselm Grün    (Bellezza)

“Benedetto sei tu, Dio, Signore e autore della vita, tu, vita e bellezza eterna. Benedetto sei tu per tutto ciò che vive e rispecchia un riflesso della tua bellezza e della tua sapienza. Benedetto sei tu per averci fatto il dono della vita. Benedetto sei tu per averci chiamato ad essere tuoi collaboratori consapevoli nella tua continua opera di creazione e di redenzione”.

Aiutami, o Signore, a illuminare la confusione delle cose con la chiarezza della fede e a trasformare nella forza della fiducia la difficoltà di tutto ciò che pesa su di me. E il tuo santo Spirito possa testimoniare nel mio cuore che io sono veramente tuo figlio, e ho ragione quando accetto tutti gli avvenimenti della tua mano. Fa’ che nella certezza del tuo amore trovino risposta quelle domande a cui nessuna sapienza umana può rispondere. Che tu mi ami è risposta a ogni domanda — fa’ che io lo senta quando giunge l’ora della prova. Amen (R. GUARDINI, Preghiere teologiche).

Dio di pietà, ricco di compassione, insegnaci a pregare, a pregare sempre, a pregare anche quando ogni cosa sembra perduta per noi e non abbiamo più nulla su cui contare per vivere. Tu che sei vicino a chi ha il cuore affranto ed esaudisci il desiderio dei poveri, donaci la capacità di abbandonarci a te e di porre in te ogni nostra fiducia, al di là di ogni umana speranza.

“Ti benedico, Signore, perché dopo avermi provato mi hai guarito. Ti adoro presente nella mia storia. So che tu mi ami. Sei tu, il mio Dio, che mi visiti nel dolore, sei tu, il mio Dio, che mi doni la gioia. Tu nell’oscurità della notte senza stelle, tu nel mattino ridente di promesse. Possa la mia vita, visitata dalla tua benedizione, lodarti e benedirti per sempre!”

Nei pericoli, nelle angustie, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Se­guendo Lei, non devierai; invocandola, non ti disperderai; pensando a Lei, non peccherai; tenendoti stretto a Lei, non cadrai. (S. Bernardo di Chiaravalle)

“Benedetto sei tu per averci creato a tua immagine e somiglianza, capaci di donare e di ricevere amore, capaci di aprirci all’altro e di accoglierlo nella venerazione del suo mistero. Benedetto sei tu per aver posto in noi una scintilla di quell’energia vivente, di amore, che arde nel tuo eterno segreto. Tu ce l’hai donata perché ne fossimo, nella gioia dei figli, gli amministratori fedeli e responsabili”.

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