Le parole di Elisabetta «Beata colei che ha creduto») continuano ad accompagnare la Vergine anche nella pentecoste; la seguono di età in età, dovunque si estenda, mediante la testimonianza apostolica e il servizio della Chiesa, la conoscenza del mistero salvifico di Cristo. Così si adempie la profezia del Magnificat: «Tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto di me l'Onnipotente, e santo è il suo nome» (Lc 1,48). (Redemptoris mater, 27).

Maria non ha ricevuto direttamente questa missione apostolica. Non era tra coloro che Gesù inviò «in tutto il mondo per ammaestrare tutte le nazioni» (Mt 28,19), quando conferì loro questa missione. Era, invece, nel cenacolo, dove gli apostoli si preparavano ad assumere questa missione con la venuta dello Spirito di verità: era con loro. In mezzo a loro Maria era «assidua nella preghiera» come «madre di Gesù» (At 1,13), ossia del Cristo crocifisso e risorto. (Redemptoris mater, 26).

Scendi, Santo Spirito, sulla Chiesa e toccando con la tua brezza soave le corde del suo cuore fanne sprigionare il canto della libertà e della gioia che dia voce a tutti i popoli della terra e li conduca verso un futuro di vera fraternità e di pace.

Il cammino di fede di Maria, che vediamo orante nel cenacolo, è, dunque, più lungo di quello degli altri ivi riuniti: Maria li «precede», «va innanzi» a loro. Il momento della pentecoste a Gerusalemme è stato preparato, oltre che dalla Croce, dal momento dell'annunciazione a Nazareth. Nel cenacolo l'itinerario di Maria s'incontra col cammino di fede della Chiesa. (Redemptoris mater, 26).

Vieni, Spirito Santo, con la tua brezza soave, ridesta nel cuore della Chiesa l’amore del tempo primaverile, l’amore della fresca giovinezza piena di slancio e di entusiasmo, l’amore capace di far superare tutti gli ostacoli delle umane paure, di rompere tutte le barriere della miope prudenza.

Sin dal giorno di pentecoste inizia anche quel cammino di fede, il pellegrinaggio della Chiesa attraverso la storia degli uomini e dei popoli. Si sa che all'inizio di questo cammino è presente Maria, che vediamo in mezzo agli apostoli nel cenacolo, «implorante con le sue preghiere il dono dello Spirito». (Redemptoris mater, 26).

Pentecoste -

Con la solennità di pentecoste, il tempo di pasqua si compie, ossia giunge alla sua pienezza. Con il dono dello Spirito l’amore di Dio si riversa sull’intera creazione e scende nel profondo del cuore di ogni persona, comunicando vita e bellezza. Il «vento che si abbatte gagliardo» e le «lingue come di fuoco» sono immagini molto eloquenti per esprimere la forza irresistibile, l’universalità e la profondità di quanto accade.

«Tra le tentazioni e le tribolazioni del cammino la Chiesa è sostenuta dalla forza della grazia di Dio, promessa del Signore, affinché ... non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la Croce giunga alla luce che non conosce tramonto».57 Proprio in questo cammino-pellegrinaggio ecclesiale, attraverso lo spazio e il tempo, e ancor più attraverso la storia delle anime, Maria è presente, come colei che è «beata perché ha creduto», come colei che avanzava nella peregrinazione della fede, partecipando come nessun'altra creatura al mistero di Cristo. (Redemptoris mater, 25).

Agli albori della Chiesa, all'inizio del lungo cammino mediante la fede che cominciava con la pentecoste a Gerusalemme, Maria era con tutti coloro che costituivano il germe del «nuovo Israele». Era presente in mezzo a loro come una testimone eccezionale del mistero di Cristo. E la Chiesa era assidua nella preghiera insieme a lei e, nello stesso tempo, «la contemplava alla luce del Verbo fatto uomo». Così sarebbe stato sempre. Infatti, quando la Chiesa «penetra più profondamente nell'altissimo mistero dell'incarnazione», pensa alla Madre di Cristo con profonda venerazione e pietà. (Redemptoris mater, 27).

17 maggio festa della Beata Antonia Mesina -

“E rallegratevi con me anche voi della diocesi di Nuoro, voi cittadini di Orgosolo e dell’intera Sardegna, per la giovane Antonia Mesina… Il suo martirio è anzitutto il punto di arrivo di una dedizione umile e gioiosa alla vita della sua numerosa famiglia: è stato il suo sì costante al servizio nascosto in casa che l’ha preparata ad un sì totale…Il fascio di legna raccolto per fare il pane nel forno di casa, quel giorno di maggio del 1935, rimane sui monti accanto al suo corpo straziato da decine e decine di colpi di pietra. Quel giorno si accende un altro fuoco e si prepara un altro pane per una famiglia molto più grande” (Giovanni Paolo II, 4 ottobre 1987).

Nella Chiesa di allora e di sempre Maria è stata ed è soprattutto colei che è «beata perché ha creduto»: ha creduto per prima. Sin dal momento dell'annunciazione del concepimento, sin dal momento della nascita nella grotta di Betlemme, Maria seguiva passo passo Gesù nel suo materno pellegrinaggio di fede. Lo seguiva lungo gli anni della sua vita nascosta a Nazareth, lo seguiva anche nel periodo del distacco esterno, quando egli iniziò a «fare ed insegnare» (At 1,1) in mezzo ad Israele, lo seguì soprattutto nella tragica esperienza del Golgota. (Redemptoris mater, 26).

Ascensione del Signore -

I verbi della festa dell’ascensione hanno tutti, implicito o esplicito, il senso dell’elevazione e ci invitano, così a guardare in alto, a elevare il cuore, a rivolgere gli occhi al cielo, a trasferire il nostro cuore Là dove Cristo si trova alla destra del Padre. Così la solennità dell’ascensione ci rivela la nostra appartenenza, sin d’ora, alla celeste Gerusalemme, il nostro abitare il cielo ‘non ancora’ con il corpo, ma ‘già’ con lo spirito e il cuore.

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