La vita dei predicatori risuona e arde. Risuona con la parola e arde con il desiderio. Dal bronzo incandescente si sprigionano delle scintille, perché dalle loro esortazioni escono parole infuocate che giungono alle orecchie di chi ascolta. Giustamente le parole dei predicatori sono chiamate ‘scintille’, perché incendiano il cuore di quelli che esse colpiscono. E da notare che le scintille sono molto sottili e delicate, perché quando i predicatori parlano della patria celeste, più che aprire i cuori con le parole, li fanno ardere di desiderio. Dalla loro lingua giungono a noi come scintille, perché dalla loro voce si può conoscere della patria celeste appena qualche cosa di lieve, che però essi non amano lievemente. La divina bontà tuttavia fa sì che queste minutissime scintille accendano una fiamma nel cuore di chi ascolta. Poiché ci sono taluni che, ascoltando poche parole, si riempiono d’un grande desiderio e bastano tenuissime scintille di parole a farli ardere d’un purissimo amore di Dio (GREGORIO MAGNO, Omelie su Ezechiele, i,3,5).