Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più (Gv 8,11). -
Peccato, perdono, invito alla conversione, e solo dopo, forse, pentimento. Eccola, semplice e chiara: questa è la linea penitenziale del Vangelo. E così dobbiamo prepararci alla Pasqua. -
Non una lista infinita di pentimenti, grazie ai quali strappare un perdono pentimenti che quasi mai diventano vere trasformazioni interiori —, ma l’aprirsi radicalmente a un amore che ci incontra proprio nel nostro peccato e ci risolleva solo in forza di un perdono donato senza «se» e senza «ma».
