«La vita si manifestò, noi l’abbiamo veduta» (1 Gv 1,2) - Per celebrare in modo proficuo il Natale, siamo chiamati a soffermarci sui «luoghi» dello stupore. E quali sono questi luoghi dello stupore nella vita quotidiana? Sono tre. Il primo luogo è l’altro, nel quale riconoscere un fratello, perché da quando è accaduto il Natale di Gesù, ogni volto porta impresse le sembianze del Figlio di Dio. Soprattutto quando è il volto del povero, perché da povero Dio è entrato nel mondo. Un altro luogo dello stupore è la storia. Il Dio del Natale è un Dio che «scombina le carte»: gli piace farlo! Come canta Maria nel Magnificat, è il Signore che «rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili». Un terzo luogo dello stupore è la Chiesa: guardarla con lo stupore della fede significa non limitarsi a considerarla soltanto come istituzione religiosa; ma sentirla come una Madre che, pur tra macchie e rughe, lascia trasparire i lineamenti della Sposa amata e purificata da Cristo Signore. Una Chiesa che sa riconoscere i molti segni di amore fedele che Dio continuamente le invia (Angelus, 20 dicembre 2015).
Impegno
«Ci aiuti Maria a percepire questi tre stupori l’altro, la storia e la Chiesa per la nascita di Gesù, il dono dei doni, il regalo immeritato che ci porta la salvezza» (Angelus, 20 dicembre 201 5).
