«Un grido è stato udito in Rama» (Mt 2, 18) - Oggi come allora, udiamo il grido di Rachele che piange i suoi figli perché non sono più (cf. Ger 31,15; Mt 2,18). E la voce delle migliaia di persone che piangono in fuga da guerre orribili, da persecuzioni e violazioni dei diritti umani, o da instabilità politica o sociale, che rendono spesso impossibile la vita in patria. E il grido di quanti sono costretti a fuggire per evitare le barbarie indicibili praticate verso persone indifese, come i bambini e i disabili, o il martirio per la sola appartenenza religiosa (Discorso, 11 gennaio 2016).
La vita è sacra, quale dono di Dio. Il quinto comandamento del Decalogo dice: «Non uccidere» (Es 20,13). Dio è il Dio della vita, e vuole sempre promuoverla e difenderla (Discorso, 17 gennaio 2016).
Impegno
«Domandiamo al Signore che cancelli ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi dell’umanità» (Omelia, 8 luglio 2013).
