San Luigi IX, re di Francia, ha messo in pratica ciò che è scritto nel Libro del Siracide: "Quanto più sei grande, tanto più fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore" (3,18). Così egli scriveva nel suo "Testamento spirituale al figlio": "Se il Signore ti darà qualche prosperità, non solo lo dovrai umilmente ringraziare, ma bada bene a non diventare peggiore per vanagloria o in qualunque altro modo, bada cioè a non entrare in contrasto con Dio o offenderlo con i suoi doni stessi" ( Acta Sanctorum Augusti 5 [1868], 546). (Benedetto XVI, Angelus 29 agosto 2010)

Leggere la Laudato si’ nell’Anno della misericordia significa anche imparare ad ascoltare il gemito e la sofferenza della «nostra oppressa e devastata terra», assieme a quello dei «poveri più abbandonati e maltrattati». Il nostro Paese è segnato in molti modi dalla violenza che degrada la creazione: si pensi ai numerosi casi di inquinamento nelle città, che mettono a rischio la salute e la stessa vita di molti – quasi sempre soprattutto i più fragili, i più poveri, gli esclusi. (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

Nel Vangelo (di domenica XXII del tempo ordinario) (Lc 14,1.7-14), incontriamo Gesù commensale nella casa di un capo dei farisei. Notando che gli invitati sceglievano i primi posti a tavola, Egli raccontò una parabola, ambientata in un banchetto nuziale. "Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cèdigli il posto!» ... Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto" (Lc 14,8-10). Il Signore non intende dare una lezione sul galateo, né sulla gerarchia tra le diverse autorità. Egli insiste piuttosto su un punto decisivo, che è quello dell’umiltà: "chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato" (Lc 14,11). (Benedetto XVI, Angelus 29 agosto 2010)

3 settembre

La lode e la gratitudine sono la prima risposta al dono fondamentale che il Signore ci fa con la creazione. Alla scuola dei Salmi impariamo la pratica della benedizione per la bellezza del creato, il rendimento di grazie per il nutrimento che ci offre e per la cura provvidente che ci avvolge. Anzi, tutte le creature sono convocate, per un ringraziamento cui non bastano le parole umane: «Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli» (Dan 3, 57); «Ogni vivente dia lode al Signore» (Sal 150, 6). (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

Natività della B.V. Maria - La liturgia ci fa chiedere a Dio che la festa della natività della Madonna ci faccia crescere nella pace. Ed è effettivamente una festa che deve aumentare la pace in noi, perché ci parla dell'amore di Dio verso di noi. La nascita di Maria è il segno che Dio ha preparato per noi la salvezza: per questo ha preparato il corpo e l'anima della madre di Gesù, che è anche madre nostra.
San Paolo nella lettera ai Romani scrive: "Quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo" (8,29). Questo è particolarmente vero per la Vergine santa, predestinata ad essere conforme all'immagine del Figlio di Dio e figlio suo

La traboccante misericordia del Dio trinitario si espande a creare un mondo ricco di una varietà di creature. Celebrare la Giornata del Creato nell’Anno giubilare è, dunque, un invito a vivere fino in fondo – nella nostra esperienza di fede, come nei comportamenti quotidiani – questa dimensione della misericordia divina.  (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

Leggere in quest’Anno la Laudato si’ significa pure accogliere l’invito ad allargare il nostro cuore nel praticare la misericordia, scoprendoci membri di una comunità della creazione, che vive di una molteplicità di relazioni vitali. «Creati dallo stesso Padre, noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile» (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

Il 1 settembre si celebra in tutta Italia  la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato - «La misericordia dell’uomo riguarda il suo prossimo, la misericordia del Signore ogni essere vivente» (Sir 18, 12): così la Scrittura canta l’amore di Dio nella sua ampiezza senza misura. Non a caso Papa Francesco sottolinea che proprio “l’amore di Dio è la ragione fondamentale di tutto il creato: «Tu infatti ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure formata» (Sap 11, 24)”(Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

C’è, quindi, un grido della terra che va ascoltato con attenzione, nella varietà dei suoi aspetti; chiama ogni essere umano, in modo particolare i credenti, alla cura della casa comune. Essa si esprime in un profondo ripensamento del modello di sviluppo, così come nel rinnovamento degli stili di vita. (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

Il martire cristiano non muore per un’idea, sia pure assai elevata, per la dignità dell’uomo, la libertà, la solidarietà con gli oppressi. Egli muore con Qualcuno, Cristo, che è già morto e risuscitato per lui. E questa è la nostra vocazione di cristiani. Ecco, fratelli e sorelle: nella luce del mistero eucaristico …, la memoria della morte di Cristo, vediamo lo splendore del martirio cristiano e della testimonianza che ogni credente, radicandosi nell’Eucarestia, è chiamato a donare. (C. Caffarra, 23/4/1998)

Si pensi all’avvelenamento di tanti territori, a seguito di pratiche industriali non sempre adeguatamente controllate; alle tante morti, di cui magari si comprende la causa solo dopo anni. Si pensi, ancora, agli effetti dei cambiamenti climatici che portano alla crescita dei cosiddetti ‘migranti ambientali’ e al loro impatto sui cicli delle stagioni e sulla produzione agricola; alla violenza di tanti eventi metereologici estremi: veramente sono un «problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità» (Messaggio per la 11ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato)

In questa prospettiva, tutta la vita del discepolo deve essere un morire a se stesso, per vivere per Cristo. L’impegno della vita in totale e la testimonianza del sangue non sono affatto distinguibili. Il martirio non è tanto una questione di morte, ma piuttosto una questione che riguarda ogni istante della nostra vita. In questo senso, ogni cristiano è chiamato al martirio. (C. Caffarra, 23/4/1998)

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