San Giuseppe viene definito dal Vangelo giusto: e lode più alta non potrebbe essere attribuita ad un uomo di umile condizione. Un uomo povero, onesto, laborioso, timido forse, ma che ha un’insondabile vita interiore, dalla quale gli deriva la logica e la forza, propria delle anime semplici e limpide, delle grandi decisioni.

“Purtroppo gli esseri umani possono diventare protagonisti di malvagità, cioè « generazione maligna e perversa» (Mt 12,39). Noi crediamo che Gesù ha vinto definitivamente satana e ci ha sottratti così alla paura nei suoi confronti. A ogni generazione la Chiesa ripresenta, come l’apostolo Pietro nel discorso a Cornelio, l’immagine liberante di Gesù di Nazaret, « il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10,38). (Giovanni Paolo II, 18 agosto 1999)

Dobbiamo  lasciarci illuminare dalla verità che promana dalla Parola di Dio. È la luce di cui noi abbiamo bisogno per evitare il male e operare il bene. La luce che è la voce della nostra coscienza, quando si lascia penetrare dalla verità che viene dall'Alto, e non sia inquinata dalle nostre cattive passioni

Arrivare a perdonare veramente talvolta richiede un eroismo che soltanto Dio può dare. Ma già i primi passi sono determinanti: pregare per l’offensore, evitare di esprimere giudizi duri con altre persone, non ricambiare il male ricevuto, non coltivare rancore, riconoscere la debolezza umana. Ricordava Giustiniano: “Chi perdona imita Dio”.

La morte in croce è la testimonianza più alta e convincente dell'amore che Dio ha per ciascuno di noi, buoni e cattivi, santi o peccatori. Egli non guarda ai nostri meriti, ma alla fede in Lui. Ci chiederà infatti se abbiamo creduto nell'amore e l'abbiamo praticato verso Dio e verso i nostri fratelli.

IV Domenica di Quaresima - 

“Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,20) - 

"Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui". È questa la missione che Gesù sta per compiere sulla terra e che non è ancora compiuta. La sua morte di croce è la prova che "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna".

E' tanto importante andare a Messa la domenica. Andare a Messa non solo per pregare, ma per ricevere la Comunione, questo pane che è il corpo di Gesù Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. (Francesco, Udienza Generale in Piazza San Pietro)

«Ascoltatelo» (Mt 17,5).

Ogni mattina, te ne preghiamo, fa’ attento l’orecchio del nostro cuore, perché sappiamo ascoltare come se fosse la prima volta, aprendo il nostro cuore a nuovi significati e alle sfumature sempre inedite del nostro lungo cammino di discepolanza che dura tutta la vita.

La coscienza è il «laboratorio» nel quale ognuno interpreta le situazioni quotidiane alla luce della parola di Dio e ricerca le scelte più coerenti con le esigenze della fede e del primato della carità. La Quaresima è tempo di formazione e di purificazione della propria coscienza cristiana.

«Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui» (Mt 17,3).

Conversare sia il primo passo per assumere la sfida della conversione quotidiana che comporta una relativizzazione coraggiosa di noi stessi per aprirci agli altri.

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